SONY A9

10 Luglio 2017

Dopo molti anni di Canon ho deciso di cambiare l’attrezzatura e di passare a Sony. Era da tempo che tenevo d’occhio lo sviluppo delle nuove Mirrorless Sony ma fino all’uscita della A9 non mi ero deciso a fare il “grande passo“. Per un fotografo professionista cambiare l’attrezzatura non è cosa da poco, insieme al corpo macchina ci sono da cambiare anche tutte le ottiche e questo fa si che la decisione sia molto importante anche dal punto di vista economico!

La Sony A9 è apparentemente molto simile alla seconda generazione di Sony A7, in realtà è decisamente diversa, lievemente più grande, più rifinita, migliorata in tantissimi aspetti più o meno visibili. La differenza visivamente più evidente è il joypad posteriore, attraverso il quale si sposta velocemente il punto di messa a fuoco. Operazione possibile anche attraverso un buon sistema touch. Ghiere e pulsanti e struttura hanno un feedback migliore al tatto. Tutte le ghiere, tra cui le due nuove, sulla sinistra in alto, dedicate alla modalità di scatto singola, continua, bracketing, ecc. ed alla modalità di messa a fuoco AF-S, AF-C DMF e MF, hanno i blocchi di sicurezza.

La nuova fotocamera è dotata per la prima volta di un sensore fullframe CMOS retroilluminato “stacked” (a strati) con 24 Mpx. Può scattare a raffica fino a 20 fotogrammi al secondo per 241 foto raw o 362 jpeg mantenendo il live view. Lo scatto è silenzioso e privo di vibrazioni grazie ad un otturatore elettronico che arriva a 1/32000 di secondo. L’autofocus ibrido ha 693 punti AF a rilevamento di fase e l’AFe l’AE sono calcolati 60 volte al secondo. E’ dotata anche di stabilizzatore d’immagine a “5 assi”, di presa Ethernet e di doppio alloggiamento per schede SD. Il mirino OLED, per la prima volta in una Sony, ha la risoluzione di 3.686.000 punti. La ripresa video è 4K.

La Sony A9 è una fotocamera che si propone a livello professionale. La sua innovazione più importante è il nuovo sensore BSI-CMOS retroilluminato “stacked”, cioè a strati. Questa tecnologia prevede che lo strato superiore del sensore contenga solo i fotodiodi sensibili alla luce, quello intermedio i circuiti di controllo e quello inferiore una memoria DRAM che consente la lettura delle informazioni con un’elevatissima velocità. Questo le consente di avere una velocità di raffica che arriva a 20 fg/s mantenendo la funzionalità live view, cioè la visione in tempo reale nel mirino dell’immagine inquadrata, cosa fondamentale per le riprese in cui si deve seguire un soggetto in movimento. Inoltre il sensore retroilluminato garantisce minore rumore ed una qualità d’immagine migliore.

E’ dotata inoltre di un otturatore elettronico che arriva fino a 1/32000 di secondo e che la rende completamente silenziosa anche in raffica, ma anche di otturatore meccanico con un tempo di sincronizzazione flash di 1/250. Altra caratteristica importante è l’autofocus ibrido che con 693 punti AF a rilevamento di fase copre il 93 % dell’inquadratura consentendo un inseguimento efficace anche per soggetti che si spostano verso i bordi. Per la scelta dei punti o delle zone di messa a fuoco è stato introdotto sul dorso un joystick azionabile con il pollice. Anche il nuovo mirino fa un salto di qualità notevole, sia per la risoluzione di 3.686.000 punti, sia per la frequenza di scansione fino a 120 fg/s, sia per l’ingrandimento reale 0,78x.

La A9 poi mantiene l’efficace sistema di stabilizzazione a “5 assi” delle A7 e guadagna altre caratteristiche professionali come la doppia scheda SD utilizzata (solo lo slot 1 è uno standard SDXC II ultraveloce) e la nuova batteria da 2280 mah, che nell’uso reale può regalare tranquillamente oltre 2000 scatti a carica. Ma si può viaggiare tranquillamente anche tra i 3000 ed i 4000 scatti a carica.

La nuova macchina si pone quindi in concorrenza con le migliori reflex professionali come Canon EOS 1DX II e Nikon D5, ma anche con la Leica SL.